L’articolo esamina le radici e l’evoluzione del principio di sussidiarietà, risalendo a San Tommaso e alla sua dottrina sulla fondazione cristiana della città e sottolineando la necessità di un ordinamento religiosamente ispirato basato sulla dignità umana e sulla solidarietà tra i popoli. Questa formulazione sintetica, riemersa durante la rinascita del tomismo nella prima metà dell’Ottocento, si sviluppò ulteriormente nel fervore del dibattito che si aprì dopo il 1870 sulle relazioni tra Stato e Chiesa, evidenziato anche nell’enciclica di Leone XIII, la Rerum Novarum. Nel corso dei secoli, il principio di sussidiarietà ha costantemente plasmato il sorgere e lo sviluppo di varie iniziative per rispondere alle esigenze della comunità, spaziando dal laicato associative alla creazione di opere sociali. Il rivelato radicamento mostra come la sussidiarietà derivi dai soggetti attivi nella sfera sociale, trasformandosi in un principio organizzativo che ruota attorno al concetto di persona. In effetti, è l’individuo singolo a essere dotato della capacità intellettuale e morale di discernere il bene comune.
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